Le ferie solidali consistono nella cessione dei giorni di ferie già maturati dal dipendente a colleghi in difficoltà, a titolo gratuito. Infatti, in base alle condizioni previste dal proprio CCNL di riferimento, un lavoratore può decidere di donare ad un altro collega i giorni di ferie che non rientrano in quelli obbligatori per Legge. Questa misura è stata introdotta dal Decreto Legislativo numero 151 del 2015, il Jobs act, che prevede, oltre alle ferie, lo stesso meccanismo anche per giorni di permesso e riposi solidali, ponendo come condizioni imprescindibili:
- il lavoratore che decide di cedere volontariamente le ferie, deve aver maturato i giorni donati;
- a ricevere le ferie deve essere un collega del cedente ed avere in comune il datore di lavoro;
- la motivazione della cessione deve essere aiutare un collega che ha un figlio minore gravemente malato.
In questo modo avviene la condivisione di ferie e riposi tra colleghi che viene svolta volontariamente e consente a quelli in difficoltà di assistere un figlio in particolari condizioni di salute.

Come funzionano le ferie solidali
I dipendenti che donano ferie e permessi a colleghi che devono assentarsi dal lavoro per assistere i figli che hanno bisogno di cure costanti è un gesto di grande solidarietà e sostegno. Le regole per la cessione delle ferie solidali sono stabilite dai CCNL e prevedono che il beneficiario possa fruire:
- solo i giorni di ferie eccedenti alle quattro settimane previste dalla Legge o quelli in più previsti dai singoli contratti collettivi;
- le ferie non devono essere state monetizzate e non devono riguardare gli anni precedenti;
- i lavoratori dipendenti non devono aver goduto i giorni di ferie donati;
- la possibilità di cedere le ferie ad un collega prevede che il donatore e il beneficiario abbiano lo stesso datore di lavoro;
- la fruizione delle ferie solidali riguarda i lavoratori con un figlio che necessita di cure costanti.
Bisogna sottolineare che. solo nei casi in cui i CCNL prevedano la cessione solidale di ferie a colleghi esse possano donate ed è necessario seguire la loro regolamentazione per attuarle. Ad oggi, i contratti collettivi nazionali di lavoro che consentono di cedere i giorni di riposo, ferie e permessi sono quelli dei settori, Farmaceutico e chimico, Metalmeccanico, Fondazione e banche, Pubblico impiego, Università ed enti di ricerca.
Donare le proprie ferie è un importante strumento di welfare aziendale
La possibilità che ogni lavoratore possa cedere la propria quota di ferie annuali che eccedono le 4 settimane obbligatorie per Legge è una forma di welfare aziendale, che attua l’aiuto reciproco tra colleghi.
Infatti, questa opzione consente ai lavoratori in difficoltà che hanno terminato i giorni di assenza ed hanno bisogno di assistere i figli minori bisognosi di cure particolari che prevedono la presenza del genitore è fondamentale per potersi allontanare dal luogo di lavoro.
Ricordiamo che questo istituto è attuabile seguendo le condizioni e secondo le modalità di cessione delle ferie stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale applicabili al rapporto di lavoro in essere.
Quindi, la contrattazione collettiva permette ai lavoratori di beneficiare di questa importante forma di aiuto reciproco tra dipendenti della stessa azienda al fine di consentire ai colleghi di accompagnare i figli minorenni anche quando hanno terminato i giorni di ferie.

Come si fa a donare le ferie solidali
Questa misura introdotta dal Jobs Act dà la possibilità ai lavoratori di donare le proprie ferie extra ma sia il lavoratore che le richiede che quello che le cede devono effettuare una rispettiva richiesta alla figura che in azienda gestisce le risorse umane che prevede al loro interno:
- per il lavoratore beneficiario, l’indicazione dei giorni di ferie solidali richiesti, la motivazione, la documentazione medica che attesta la grave necessita del figlio minore e quella che afferma il grado di compatibilità tra chi le regala e chi le riceve, ovvero devono appartenere alla stessa azienda ed alla stessa unità produttiva, svolgendo mansioni analoghe ed intercambiabili;
- per il lavoratore che cede le sue ferie, l‘indicazione il numero di giorni donati ed il nominativo del collega beneficiario.
La cessione delle proprie ferie deve essere documentata ed autorizzata dal proprio datore che può rifiutarsi di accettarla solo se dimostra che la richiesta lede le esigenze organizzative e produttive dell’azienda. Bisogna però, per evitare inconvenienti stare attenti alla tassazione delle ferie solidali in quanto non c’è ancora una normativa ufficiale in materia emanata da INPS e Agenzia delle Entrate.
Gli altri istituti di solidarietà tra colleghi
La Banca ore solidali, istituita per la prima volta dal settore metalmeccanico nel 2018 prevede per i lavoratori la possibilità di accantonare una quota di ferie cedibili a lavoratori che soffrono di patologie gravi o sono vittime di violenza.
I lavoratori che possono fruire di queste ferie, richiedendole due volte all’anno per un massimo di 30 giorni, se hanno finito le proprie. Su queste ferie non devono essere stati versati i contributi previdenziali e la tassazione si applica su quelle usufruite dal collega che ne beneficia.
Altre forme di welfare cui i dipendenti possono usfruire in caso di situazioni di grave necessità familiare sono lo smart working, la conciliazione vita-lavoro ed i fringe benefit, ma anche il diritto di assentarsi per assistere familiari con disabilità grave e con il ricorso al part-time verticale, concentrando l’attività lavorativa in determinati periodi dell’anno.
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