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Certificazione Unica: importanza e scadenze per inviarla

Indice: Certificazione Unica: importanza e scadenze per inviarla

Assieme alla busta paga, la Certificazione Unica è uno dei documenti che devono essere inviati dal datore di lavoro ai propri dipendenti. Infatti, questo documento fiscale deve essere consegnato ai lavoratori ogni anno e contiene le seguenti informazioni:

  • i dati anagrafici del contribuente come nome, cognome, codice fiscale e indirizzo fiscale, posizionati in alto a sinistra;
  • l’anno a cui si riferisce il documento;
  • le sezioni principali che contengono i dati relativi ai redditi da lavoro dipendente ed assimilati, ai redditi da lavoro autonomo, i redditi da pensione ed altri redditi come quelli da capitale, fondiari e diversi;
  • le detrazioni e le deduzioni di cui il dipendente beneficia, compresi anche i crediti d’imposta;
  • le ritenute fiscali applicate sul reddito come l’IRPEF ed altre ritenute alla fonte;
  • i contributi previdenziali versati durante l’anno dal contribuente e dal datore di lavoro;
  • l’importo lordo e netto della retribuzione annua con le relative deduzioni, detrazioni e ritenute fiscali applicate sul reddito.

Leggendo bene la Certificazione Unica, il contribuente può verificare l’ammontare e la composizione del proprio reddito annuo, comprensivo anche di detrazioni, detrazioni ed altre ritenute che incidono su quanto si è realmente percepito dal proprio lavoro.

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L’invio di questo documento può avvenire attraverso il servizio telematico Entratel o Fisconline o da intermediari abilitati come commercialisti, esperti contabili, consulenti del lavoro o altre figure professionali abilitate.

A cosa serve la Certificazione Unica?

Come abbiamo visto dalle informazioni di questo documento elencate nel paragrafo precedente, la Certificazione Unica non riguarda solo i redditi da lavoro dipendente, ma anche quelli da lavoro autonomo, a provvigione e di altre tipologie. Le sue funzioni sono quelle di:

  • dimostrare l’acquisizione dei redditi da parte dei contribuenti, per i lavoratori a partita IVA, l’onere dell’emissione delle CU spetta ai committenti;
  • verificare che gli importi presenti al suo interno corrispondono a quelli dichiarati dai dipendenti;
  • compilare il Modello 730, ordinario o precompilato, per pagare in maniera regolare le ritenute fiscali e previdenziali, ma anche il Modello Redditi Persone Fisiche;
  • ottenere prestiti ed espletare le pratiche finanziarie, utile per verificare la solvibilità economica del richiedente da parte degli istituti eroganti;
  • essere utilizzata per il calcolo del proprio ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente.

Dal 2015, questo documento fiscale ha sostituito il modello CUD, presentando un’evoluzione che consente alla Certificazione Unica di avere al proprio interno anche gli altri redditi che non derivano dallo stipendio o dal lavoro autonomo. Invece, dal 2025 la CU ha visto aumentare il numero delle informazioni per i lavoratori frontalieri, la riduzione dei campi per il lavoro sportivo e l’introduzione della sezione dedicata al Bonus Natale.

Quando si deve presentare la Certificazione Unica?

La Certificazione Unica si presenta il 16 marzo, nel 2025 il 17 marzo per farla cadere di lunedì, ai lavoratori dipendenti, autonomi non abituali ed ai titolari di redditi diversi, compreso il documento sintetico, mentre l’invio è previsto per il 31 marzo ai lavoratori autonomi che svolgono arti e professioni abitualmente.

Questo documento deve essere presentato rispettando queste scadenze da datori di lavoro, imprese, amministrazioni pubbliche e liberi professionisti che hanno effettuato pagamenti per il lavoro prestato da dipendenti e collaboratori esterni.

Inoltre, la Certificazione Unica deve essere inviata da chi l’ha compilata all’Agenzia delle Entrate nella sua versione ordinaria ed errori, ritardi ed omissioni che la riguardano comportano una sanzione pari a 50 euro a CU non in regola fino ad un massimo di 50mila euro Se questi documenti vengono corretti entro sessanta giorni, la sanzione si riduce a 33,33 euro a CU per un massimo di 20mila euro.

Agenzia delle Entrate ha previsto anche l’accesso alle riduzioni presenti nella disciplina del ravvedimento operoso e, per le CU errate, dal primo settembre 2024 in poi si può beneficiare del cumulo giuridico.

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La Certificazione Unica è uno dei documenti che devono essere inviati dal datore di lavoro ai propri dipendenti ogni anno.

Come si compila la Certificazione Unica?

I soggetti che sono abilitati ed obbligati ad emettere la Certificazione Unica, possono compilarla seguendo le istruzioni pubblicate da Agenzia delle Entrate e che prevedono:

  • l’indicazione nel frontespizio del tipo di comunicazione, dei dati del sostituto d’imposta e di quelli del firmatario della stessa che si impegna alla trasmissione telematica del documento;
  • l’inserimento nel Quadro CT delle informazioni sull’invio del documento fiscale online e sui dati del Modello 73o messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate;
  • la compilazione sulla CU dei dati fiscali e previdenziali del lavoratore dipendente o assimilato a cui si riferisce il documento.

Questo documento fiscale è molto complesso e può essere compilato mediante l’ausilio di consulenti del lavoro, esperti in gestione amministrativa del personale e dai nostri professionisti di bustepaga.it. Ricordiamo che, per i redditi esenti e non presentabili mediante dichiarazione precompilata, la Certificazione Unica può essere inviata entro il 31 ottobre e che quelle trasmesse oltre le scadenze previste, ma entro novanta giorni, rimangono valide anche se su di esse vengono applicate sanzioni. L’invio di questo documento può avvenire attraverso il servizio telematico Entratel o Fisconline o da intermediari abilitati come commercialisti, esperti contabili, consulenti del lavoro o altre figure professionali abilitate.

Le altre informazioni che si possono leggere nella Certificazione Unica

Nella Certificazione Unica, i soggetti che ricevono questo documento possono trovare diverse informazioni che sono utili ai fini della tassazione fiscale e della propria situazione previdenziale, come ad esempio:

  • i dati fiscali, ovvero se durante l’anno si è soggetti a tassazione ordinaria, a titolo d’imposta, ad imposta sostitutiva, a tassazione separata;
  • i contributi versati per la previdenza complementare, gli importi welfare non tassati e la composizione del nucleo familiare del lavoratore;
  • i contributi riconosciuti dal datore di lavoro, quelli trattenuti al lavoratore, le denunce contributive mensili UniEmens e la copertura INAIL per infortuni sul lavoro e malattie professionali;
  • la sezione TFR per verificare se è stato erogato, anche come anticipazione, le ritenute fiscali, le quote lasciate all’azienda e quelle versate nella pensione complementare;
  • le annotazioni con l’utilizzo di specifici codici messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate;
  • la scelta della destinazione dell’otto, cinque e due per mille;
  • i corrispettivi ricevuti per le locazioni brevi.

Generalmente, la Certificazione Unica non deve essere richiesta e viene fatta pervenire dal datore di lavoro a chi ha diritto ad averla entro le scadenze previste dalla Legge. Inoltre, in caso della cessazione del rapporto di lavoro, la CU deve essere ricevuta dal dipendente entro dodici giorni dall’invio della sua richiesta, stessa tempistica vale quando durante l’anno avviene il decesso del contribuente. Invece, si potranno ottenere più Certificazioni Uniche in base al numero di rapporti di lavoro con attività diverse che si sono attivati nel corso dell’anno. Compila il form per ricevere l’assistenza dei nostri consulenti e compilare la CU, inviandola in modo corretto ai tuoi dipendenti. Non esitare a contattarci se sei un sostituto d’imposta soggetto a ritenute fiscali ed evitare le sanzioni in caso di errori o ritardi nell’invio di questo documento fiscale.

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