Il bonus tredicesima non sarà erogato a dicembre 2024 come si ipotizzava precedentemente. Infatti il Decreto primo maggio, lo fa slittare a gennaio 2025.
Palazzo Chigi aveva approvato il decreto legislativo il 30 aprile scorso e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni non è riuscita a rispettare le attese frutto degli annunci per il primo maggio 2024.
Il bonus prevede un trattamento integrativo aggiuntivo di cento euro conseguente al Decreto revisione IRPEF e IRES 2024 ed il motivo dello slittamento è dovuto ai 100 milioni di euro per finanziarlo che saranno disponibili solo dopo il 30 novembre 2024.
Vediamo insieme come funziona il bonus sulla tredicesima e chi ha diritto all’agevolazione prevista nel decreto di delega fiscale che anticipa il primo modulo di riforma fiscale che vuole introdurre la super deduzione per chi assume attraverso assunzioni facilitate da una diminuzione del costo del lavoro e sgravi per le aziende.

A chi spetta il Bonus 100 euro per i lavoratori dipendenti a gennaio 2025
I dipendenti la prima mensilità del 2025 riceveranno quello che è un trattamento integrativo una tantum pari a cento euro sulla propria busta paga considerato come un vantaggio per le famiglie.
Infatti, il diritto al bonus spetta alle categorie di lavoratori svantaggiati e per dipendenti con redditi bassi del settore pubblico e privato che:
- con un ISEE che prevede un reddito fino a 28 mila euro;
- avere un coniuge e almeno un figlio a carico.
I cento euro lordi aggiuntivi in busta paga spettano anche ai dipendenti senza coniuge ma con almeno un figlio a carico. i 28mila euro di reddito da lavoro saranno calcolati sull’anno di imposta in corso e non devono andare oltre le detrazioni spettanti. Non lo riceveranno i lavoratori che hanno un reddito inferiore a 8.500 euro.

Come funziona il bonus 100 euro sulla tredicesima
I 100 euro ai lavoratori dipendenti per i redditi fino a 28mila euro saranno accreditati in busta paga in quanto trattamento integrativo sulla tredicesima mensilità, anche se il suo slittamento fa sì che non riguardi più la mensilità aggiuntiva.
Questa somma sarà comunque inferiore a cento euro a causa dell’aliquota pari al 23 per cento da applicare su ritenute fiscali e detrazioni. Si potrà richiederlo al proprio datore di lavoro dimostrando di averne diritto consegnando i codici fiscali del coniuge e dei figli.
Il datore di lavoro agirà da sostituto d’imposta e verserà il nuovo bonus anticipandolo e ottenendone la restituzione come credito in compensazione sulle imposte ed i contributi da corrispondere.
Contattaci i nostri esperti di bustapaga.it per conoscere i dettagli dell’importo aggiuntivo sulle tredicesime che devono ancora essere completati dal decreto interministeriale.





